9/29/2011

Istruzioni

Vorrei essere contagiata dall´ottimismo. I giovani italiani non sanno più indignarsi, pochi scendono in piazza, molti hanno paura, quasi tutti ondeggiano in una vita ovattata. Ci hanno abituati a stare attaccati a terra, imprigionati nel quotidiano e incatenati a idee vecchie, perché di nuove non ne sono nate. La forza delle idee è stata per quelli prima di noi rivoluzionaria...per noi le idee sono di troppo, ci interessano vestiti, feste, droghe. Per alcuni la ricerca del lusso coincide con quella di una vita normale, tutta lavoro (se c´è) e famiglia. È una generazione costretta ad inventarsi per adattarsi a un mondo che ha le sue proprie regole, dove bisogna entrare in vestiti cuciti da altri, e che non ci piacciono.
Ci vuole coraggio a decidere di restare e a mettersi d´impegno a compilare i moduli del censimento.

Non ho perso l´abitudine di fare una colazione lunga e sentire dal bagno le rassagne stampa e un po´di radiogiornale. Spero che nessun governo mi privi mai della possibilità di ascoltare più voci e criticarle tutte, e del diritto a un tempo libero di qualità. Ai libri, al teatro, all´opera, da sola se non esiste più vicino a me chi è in grado di apprezzarla. Insomma, a tutte quelle cose un po´da vecchi per cui sembri strano ai coetanei e sorridi perché per te sono aria fresca. Con la cultura si mangia, anche se è una convinzione messa continuamente alla prova dai fatti degli ultimi mesi.

8/28/2011

Un´estate di transizione

Mi è successo di radicarmi nuovamente a casa, nel paesino dove abito, complice un lavoro che ho trovato grazie al fatto che parlo tedesco. Non avevo sbagliato, è accaduto esattamente quello che avevo previsto e non credo sia dovuto al caso.
Ci sono sogni accantonati e sogni per cui vale la pena di continuare a lavorare (in senso lato), in attesa che col tempo me ne nascano di altri. Desidero più di ogni altra cosa il silenzio, in Leharstrasse potevo averne sempre.

Ho incontrato vecchi amici, Matteo è tornato dal Pakistan un po´cambiato, Martina si è laureata e Londra l´aspetta, Valeria continua testardamente a dipingere in un Paese che bistratta la cultura, e non solo. Tutti a loro modo li sento cresciuti d´un colpo. Tutti più realisti, tutti di un tono più grigi.

4/09/2011

Mal d´Africa

Mi sembra di vederlo e di sentire la sua felicità, ora che è partito con Medici senza Frontiere. Una notizia meravigliosa che mi arriva una sera qualsiasi. Un successo di cui gioisco più che se fosse mio, perché il coraggio mi emoziona.
Lui è una persona che conobbi per caso, la cui esperienza non può che contagiarti: un laico che aiuta punto e basta, e sembra non fermarsi mai. Un infermiere fuori dal tempo, pieno di ideali, che ai miei occhi non ha paura di niente. Dai suoi racconti non puoi che farti un´idea vera dell´ Africa, un po´ la vedi attraverso le sue parole. E capisci che non è per tutti.
Le vite così piene dovrebbero essere prolungate all´infinito, perché è troppo il bisogno che abbiamo di loro. Dell´ironia per sopravvivere dove c´è sofferenza, della dedizione che oggigiorno è rivoluzionaria.

4/01/2011

Aria di casa

Rientrata a casa e qualcuno mi ha come sbattuto la porta in faccia: il dialetto, la scarpetta per raccogliere il sugo, i passi di chi corre giù per le scale saltando i gradini tre a tre. E poi l´accappatoio bagnato quando volevi usarlo prima tu, il burro cacao finito, il sapone che cerchi che non c´è più. Hanno pitturato la tua stanza, hanno cambiato le tende e girato il calendario, ma hanno dimenticato di rimettere al suo posto il parasole appeso sopra la porta e il dvd di Amelie.
Il letto è stretto e stamattina hai rischiato di cadere quando ti hanno svegliata. Hai bisogno di paratie, di salvagenti, di ringhiere di protezione. C´è polvere sui libri...non ti ricordavi di avere così tanti libri. E la polvere ti eri abituata a toglierla spesso senza farla accumulare.

Mi sono sempre sentita in colpa per i giorni inutili buttati via, non mi sono mai sentita in colpa per i giorni in cui ho preferito sospendere quello che avevo da fare – qualsiasi cosa fosse – per leggermi un libro di piacere. Ho sempre invidiato la gente che trova il tempo per leggersi tutto e per organizzare con criterio la propria biblioteca personale, piccola o grande che sia. Che il Ministro Tremonti abbia davvero detto che la cultura non si mangia o che sia una delle solite trovate dei giornali “comunisti” che qualcuno sostiene essere il vero cancro dell´Italia, a me importa poco.
Il problema è che questo è il pensiero di molti. Di molti imbecilli.

Mi sono stufata di molte cose, farò come Gian Burrasca, dirò sempre la verità e sarò sincera. Ma senza dare consigli, che ognuno faccia come gli pare. Io faccio come pare a me. Per questo alla prossima riunione di famiglia manterrò i soliti toni pacati e mi gusterò quello che avrò nel piatto – ne sarà in ogni caso valsa la pena. Mi porrò domande sulla realtà e sulla finzione mentre mi chiederò cosa significa “rombo in acqua pazza” e chi mai si è inventato la ricetta.

Quando hai un muscolo che tira dovresti fare stretching (mai imparato come si scrive), ma se tiro il braccio mi fa male tra il collo e la spalla. Questo succede a non volersi fare aiutare con i bagagli.

Un amore fatto di progetti. Un amore che si impegna, sogna, spera. Cercare dal treno i campanili di Verona è stato commovente...

3/20/2011

Tranquillo (come domenica mattina)

In Hessen mi sono riempita di dolci di carnevale, il cioccolato insieme al sorriso e all´amore porta felicità e allunga la vita.
Adesso ci si ritrova con una serie di impegni burocratici come togliersi dall´anagrafe, disdire il contratto del telefono, disfarsi di oggetti che non possono venire con noi. La quotidianità degli ultimi giorni è frenetica e hai sempre paura di dimenticarti qualcosa. E certamente lo farai.

Un´onda anomala ha spazzato in Giappone migliaia di casa e di vite, il Mediterraneo diventa un campo di battaglia, insomma non c´è da stare allegri. Eppure se uno si sente sicuro, lontano dagli obiettivi delle gittate dei missili, la sua vita continua come prima: si attacca agli orari, agli affetti, ai sogni di gloria. Perde tempo a guardare il cielo e consuma quello che ha in frigo, sperimentando ancora per poco la libertà di una cucina tutta per sé.

Noi siamo abituati al sole forte, rabbioso, che scotta persino i primi giorni di primavera. Qui c´è un sole ammorbidito dal vento, che apprezzi ancora di più perché l´inverno è durato davvero tanto. Per una volta capisci cosa vuol dire davvero Primavera.

Non so esattamente cosa mi mancherà, cosa chiuderò in una parentesi e cosa influenzerà per sempre il mio modo di essere. Ne è valsa davvero la pena!

Ciao Augsburg!

3/02/2011

Semplice come non contare i giorni

Quasi un mese è passato e tante cose sono successe, anche da noi.
Mi dirai racconta, ma così tutto insieme non si può. Tanti sono partiti e la partenza è, anche per chi ancora rimane, qualcosa da preparare con minuzia e santa pazienza.
Ho rimandato ad un futuro indefinito le gite che avevo in programma, ho passato qualche settimana di esercizio di scrittura intensivo, i primi ricordi si stanno annebbiando e questa parentesi irripetibile si sta per chiudere. Con strascichi però, come una graffa.

C´è il sole e l´arrivo della primavera si sente nell´aria. Annuso un profumo di fieno, non so perché lo sento visto che qui fieno non ce n´è, ma è così. I fiori non ci sono ancora, ma mi han detto che qui sono piccoli e tanti, e stanno tutti vicini. Sono forti e attaccati alla vita. Non si fanno strappare dal vento.

Riusciranno i nostri eroi a trovarsi qualcosa da fare al ritorno? Bisogna lavorare su se stessi come i cinesi per credere nel futuro. Intanto mi faccio qualche giorno in Hessen. Ciao!

2/08/2011

Il rosso, il rosa e il blu

Che colori il tramonto sulle Alpi...indescrivibili. Sto bene, a parte lo schifo che avverto quando sento parlare di cosa sta succedendo da noi.
Sono passate settimane piuttosto intense, il tedesco è ritornato dopo le difficoltà al rientro dalle festività. Mi aspettano invece giorni davvero di fuoco, tra altre due tesine da scrivere e la certificazione, forse uno dei pochi pezzi di carta utili per trovarsi un lavoro.
Niente più gite nelle città vicine, poche serate passate in compagnia perché tutte siamo in piena sessione. La tranquillità dei tedeschi in questo periodo è invidiabile, hanno fino al 31 marzo per le loro tesine. Io le consegno prima per colpa della burocrazia, ma non mi dispiace. Ogni giorno la stessa storia nella mia casetta o in biblioteca, solo che adesso anche qui si affaccia la primavera: l´ultima settimana il sole ha fatto scoprire, anzi denudare, le tedesche. Canottiera colorata e reggiseno nero ben in vista. Uno spettacolo al limite della decenza, ma come ho già detto mille volte mi piace che si vestano come pagliacci, mi fa stare bene con le mie quattro cose. Che sono rimaste proprio quattro, perché le magliette continuano a restringersi e sono imbarazzanti.
Silvia mi ha portato una bella scorta di sapori di casa! Goduria! Non so però se dovrei aspettarmi altre visite e organizzarmi il tempo, oppure concentrarmi come se domani finisse tutto. Vado a momenti.

Alcuni cominciano a partire, e non sono l´unica con la fissa di voler tornare. Di dover tornare, per stare bene. Soléne verrà a studiare in Baviera. Non so perché, ma da parte dei francesi la vedo come una scelta davvero coraggiosa. Sono piena di voglia di fare, speriamo non sparisca cambiando latitudine. A presto!